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Cammarata
Nobile
famiglia, che il Minutolo vuole originaria della
città di Sutera, nella quale, egli dice, tutti i
membri di essa occuparono le prime cariche. Un
Giaimo fu capitan d’armi nel Val di Mazzara sotto
Alfonso; un Mario fu giudice pretoriano di Palermo
nell’anno 1639-40; un Filippo tenne la stessa carica
nel 1665-66 e fu poi giudice della Gran Corte del
Regno nel 1668; un Vitale fu ricevuto nell’ordine di
Malta 1669; un Diego a 2 novembre 1762 ottenne
parere favorevole dal Protonotaro del Regno per
essere ammesso nelle funzioni di Corte. Con Decreti
Reali del 21 luglio 1869 e del 10 agosto 1873 Rocco
Cammarata Scovazzo ottenne il titolo di barone di
Casalgismondo, che trasmise al figlio Francesco,
marito della nobile Maria Luisa Pignatelli di Noya e
padre di Rocco, Paola e Giuseppe.
Arma: di
rosso, al leone d’oro coronato, sostenente una
colonna d’argento.
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Baltasar
Gracián y Morales (1601 – 1658), scrittore spagnolo |
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A
volte la
sapienza
più grande consiste nel non sapere o
nel fingere di non sapere.
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All'uomo prudente giovano più i
nemici che allo sciocco gli amici.
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Bisogna adattarsi al
presente,
anche se ci pare meglio il
passato.
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Bisogna parlare come si parla quando
si fa testamento: meno parole, meno
contestazioni.
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Bisogna vedere e
udire,
ma saper tacere.
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C'è
chi stima i
libri
dal loro peso, quasi che si
scrivesse per fare esercizio di
braccia più che di ingegno.
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C'è
sempre tempo per lanciare una
parola,
ma non sempre per riprenderla.
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Chi
comunica i suoi segreti ad un altro
ne diventa schiavo.
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Chi
poco sa, vada sempre per la strada
maestra.
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Chi
raggiunge il suo scopo non perde mai
la reputazione.
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Ci
sono uomini che si lasciano
convincere sempre dall'ultimo che
parla; e questo è il colmo della
stupidità.
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Ciò
che costa poco vale anche poco.
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È
assai facile farsi cattiva fama,
perché il male è sempre credibile e
si fatica molto a cancellarlo.
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È
meglio scoprire di essere stati
ingannati sul prezzo che sulla
qualità della merce.
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È
meno dannoso sbagliare nell'agire
che essere indecisi e tergiversare
sempre.
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Grande infelicità è non servire a
nulla, ma non minore infelicità è
servire a tutto.
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I
difetti non si avvertono soltanto in
chi si fa notare poco.
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I
doveri dell'amicizia ammettono una
sola eccezione: quella di non
confidare all'amico i propri
difetti, che, se fosse possibile,
non dovrebbero essere confidati
neppure a se stessi.
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I
metalli si riconoscono dal suono, le
persone dalle parole e, soprattutto,
dalle
azioni.
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I
segreti
non s'hanno né da dire né da
ascoltare.
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Il
buon nome si fonda più sulla
apparenza che sui fatti. Perciò se
uno non è casto, sia almeno cauto.
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Il
diritto spinto all'eccesso diviene
torto, e l'arancia troppo strizzata
sprizza umore amaro.
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Il
disprezzo
è la più politica delle vendette.
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Il
medico
saggio deve essere esperto tanto per
prescrivere un rimedio quanto per
non prescrivere nulla.
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Il
peso materiale rende prezioso l'oro,
quello morale l'uomo.
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Il
saggio sa farsi dell'avversione
altrui uno specchio più fedele che
quello dell'affetto.
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Il
successo
nelle imprese è assicurato dalla
padronanza di sé con cui si
compiono.
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Infelice è il
cavallo
il cui padrone non ha occhi, perché
non ingrasserà mai.
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L'amore
è più temerario che l'odio.
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L'artificio offre rimedio al brutto
e perfeziona il
bello.
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L'invidioso non muore mai una volta
sola, ma tante volte quante
l'invidiato vive salutato dal plauso
della gente.
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L'uomo
prudente
va con i piedi di piombo e
preferisce peccare per difetto che
per eccesso.
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L'uomo saggio rifugge tanto
dall'essere contraddetto quanto dal
contraddire.
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La
consuetudine
sminuisce l'ammirazione.
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La
cultura
non sostenuta dal buon senso è
raddoppiata follia.
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La
diligenza mette in atto rapidamente
ciò che l'intelligenza ha
maturamente pensato.
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La
fantasia
giunge più lontano della vista.
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La
fortuna
si desidera e talvolta perfino si
aiuta; la fama, bisogna sudarsela.
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La
lingua
è una belva che, se una volta si
scioglie, è poi difficilissimo che
si possa rimettere in catene.
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La
passione
tinge dei propri colori tutto ciò
che tocca.
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La
speranza
è la più grande falsificatrice della
verità.
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La
troppa
confidenza
ingenera e facilita il disprezzo.
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Le
cose non si considerano per quel che
sono, ma per quel che appaiono.
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Le
cose, per essere apprezzate, debbono
costare.
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Le
verità
che più ci importano ci vengono
sempre dette a mezza bocca.
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Molti
uomini sono fatti come il vasellame
nuovo, che si impregna del primo
odore, buono o cattivo che sia.
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Nella
vita, come nel gioco delle carte, è
un grande vantaggio quello di essere
i primi a giocare, perché a carte
uguali si vince.
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Nessuno è tanto perfetto da non aver
bisogno qualche volta di ammonimenti
o consigli.
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Nessuno può fissare il sole mentre
risplende, ma tutti lo guardano
durante l'eclissi.
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Non
c'è deserto peggiore che una vita
senza amici: l'amicizia
moltiplica i beni e ripartisce i
mali.
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Non
c'è nessuno al mondo che non possa
diventare maestro di un altro in
qualche cosa.
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Non
ci si
vendica
mai bene ricorrendo al male.
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Non è
sciocco chi ostenta di essere tale,
ma colui che davvero lo è.
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Non
mostra di essere veramente grande
chi bada ad ogni piccolezza.
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Non
saper rimediare a un
errore
è cosa peggiore dell'errore stesso.
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Ottiene di più una mente mediocre
grazie all'applicazione che un
ingegno eccellente senza di essa.
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Per
acquistare stima, bisogna accostarsi
ai più eminenti; una volta
acquistata, bisogna stare fra i
mediocri.
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Pochi
sono gli
amici
di un uomo in sé, molti quelli della
sua buona sorte.
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Quanto più una torcia fa luce, tanto
più si consuma e tanto meno dura.
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Se
tutti affermano una cosa, o è vera o
vuol diventar tale.
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Sebbene molti muoiano da sciocchi,
sono pochi gli sciocchi che muoiono.
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Sono
più numerosi i giorni che le buone
occasioni.
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Tutti
gli sciocchi sono audaci.
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Una
bugia
ne rende necessarie molte altre.
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Uno
dei grandi privilegi della saggezza
è quello di non scomporsi mai.
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Vincere
turpemente non è vincere.
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Studio d'arte Cammarata
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